Disgrafia nei bambini: cos’è e quali sono i disturbi ad essa connessi


La disgrafia è un disturbo non verbale che coinvolge tipicamente la scrittura di parole e di numeri, in misura lieve, media o severa.
Solitamente, il bambino che soffre di disgrafia risulta impacciato ed in difficoltà con alcuni compiti di motricità fine. Inoltre, può sembrare poco organizzato nella gestione del materiale e del lavoro autonomo, anche intorno ai 10 o 11 anni, ovvero al termine della scuola elementare. Questi sono i primi campanelli d’allarme che bisognerebbe non trascurare.
Inoltre, anche in assenza di altri disturbi, il bambino con disgrafia può avere difficoltà nella scrittura di numeri e nell’utilizzo dell’incolonnamento di cifre. Dunque, deve essere particolarmente supportato, soprattutto nei primi tre anni, dall’insegnante attraverso l’utilizzo di strumenti come il colore.

Disgrafia e disortografia

Il disturbo specifico che colpisce la scrittura si definisce disgrafia o disortografia, a seconda che interessi rispettivamente la grafia o l’ortografia. La disgrafia fa riferimento al controllo degli aspetti grafici, formali, della scrittura manuale, ed è collegata al momento motorio-esecutivo della prestazione. Questa si manifesta in una minore fluenza e qualità dell’aspetto grafico della scrittura.
La disortografia, invece, riguarda principalmente l’utilizzo del codice linguistico in quanto tale ed è all’origine di una minore correttezza del testo scritto.
Disgrafia e disortografia sono sono definite in rapporto alle prestazioni attese per l’età anagrafica dell’alunno.
In particolare, la disortografia può essere definita come un disordine di codifica del testo scritto, il quale viene fatto risalire ad un deficit di funzionamento delle componenti centrali del processo di scrittura.

Disgrafia e discalculia

La disgrafia è spesso legata alla discalculia anche se questa risulta meno frequente. Il motivo è dato dal fatto che la lettura dei numeri si basa su processi più semplici: ci sono un numero limitato di cifre e la loro combinazione è più facile.
Resta comunque il fatto che disgrafia e discalculia spesso si presentano insieme.
Alcuni recenti studi hanno sottolineato che alla base della discalculia ci sarebbe una sorta di sbilanciamento cognitivo, per cui il bambino si trovava a livello operatorio concreto per alcune operazioni ed a quello operatorio formale per altre.

Ci sono tre tipi di discalculia:

  • una forma è basata su difficoltà motorie o disturbi nella percezione dello schema corporeo;
  • una forma si associa ad altre difficoltà d’apprendimento e di lettura; i bambini che soffrono di questa forma non riescono a memorizzare le cifre né a riconoscere sequenze temporali;
  • la terza forma è quella dei bambini con pensiero sincretico e intuitivo, incapaci anche di collocare i fatti nel tempo.

 Esercizi per la disgrafia

Per cercare di aiutare i bambini che soffrono di questo disturbo è importante educarli sin dalla scuola materna ad una corretta impugnatura della penna o della matita. Questo è utile sia per prevenire gli atteggiamenti posturali scorretti, sia per maturare nel tempo un proprio stile di scrittura in corsivo, chiara espressione di autostima e di una propria personalità. Inoltre, ci deve essere una corretta impostazione e localizzazione dei movimenti necessari alla scrittura. Questa avviene maturando o riattivando semplici gesti, che spesso la tensione o la non informazione hanno reso innaturali.
Inoltre, vi sono degli specifici esercizi per la disgrafia e per i disturbi ad essa connessi, in grado di aiutare i bambini. Questi sono ideati da esperti del settore che sono in grado di migliorare l’apprendimento dei più piccoli.