Viaggiare in aereo, cosa cambia ai tempi del Covid-19


Si torna a viaggiare in aereo facendo ben attenzione alle nuove regole ed agli obblighi previsti per garantire la sicurezza in viaggio.

Frontiere aperte dal 15 giugno

Si torna a viaggiare in aereo, dunque, ma con regole ed obblighi nuovi rispetto a quanto eravamo abituati. Infatti, dal 15 giugno l’Unione Europea ha aperto le frontiere interne ed ha ripristinato la circolazione tra gli Stati dell’area Schengen. Dal 1 luglio, probabilmente, se la situazione rimane stabile, riprenderanno i collegamenti con i Paesi extra Ue. E le compagnie aeree stanno gradualmente incrementando la programmazione dei voli, introducendo però nuove regole anticontagio per garantire la sicurezza dei passeggeri.

Cosa cambia per chi vola?

Una delle misure recentemente introdotte nell’ultimo Dpcm è l’obbligo di presentare al momento dell’imbarco un’autocertificazione che attesti l’essenza di sintomi da Covid-19 e di contatti a rischio nei due giorni precedenti il viaggio. Inoltre, il passeggero è anche tenuto a comunicare al vettore ed all’autorità sanitaria territoriale competente, la comparsa di sintomatologia da nuovo Coronavirus entro otto giorni dallo sbarco dall’aeromobile.
Per quanto riguarda l’autocertificazione, questa dovrà essere acquisita o al momento del check-in online oppure in aeroporto, comunque prima dell’imbarco. In questo caso sarà il passeggero a presentarla agli operatori di terra. L’autocertificazione dovrà essere compilata in ogni sua parte.

Nel testo dell’allegato al Dpcm, vengono poi introdotte alcune novità riguardo al bagaglio a mano. Si legge: “divieto di portare sull’aeromobile bagagli a mano di grandi dimensioni, al fine di limitare al massimo gli spostamenti e i movimenti nell’ambito dello stesso aeromobile”. Non vengono però fissate le dimensioni. Probabilmente, si volerà solo con uno zaino o una borsetta, da riporre sotto il sedile, come già succede in alcuni voli low cost. Il consiglio, prima di partire, è di verificare le condizioni imposte dalla compagnia aerea scelta.

L’invito a viaggiare leggeri, senza trolley da riporre nella cappelliera, era d’altronde già arrivato dall’Icao, Organizzazione internazionale dell’aviazione civile, che ha stilato le linee guida globali per riprendere a viaggiare in aereo in sicurezza. Lo stop al bagaglio a mano ha comunque delle motivazioni pratiche: si evita l’eccessiva vicinanza dei passeggeri quando ripongono o riprendono la valigia inserita all’interno della cappelliera, e si bypassa il problema della disinfezione del bagaglio a mano.

Ovviamente, resta valido il provvedimento che impone la misurazione della temperatura corporea prima di salire a bordo per viaggiare in aereo. In caso di temperatura superiore ai 37,5 °C, l’imbarco sarà negato. I termoscanner saranno potenziati e presenti sia all’ingresso degli scali, sia all’uscita degli arrivi.

Inoltre, se il distanziamento sociale rimane all’interno del teminal e di tutte le facility aeroportuali (come i bus per il trasporto dei passeggeri), l’obbligo del metro tra un passeggero e l’altro, di fatto, decade una volta che si è a bordo degli aeromobili. Dal 15 giugno, quindi, gli aerei possono tornare a volare a pieno carico anche nel nostro Paese, senza lasciare il posto vuoto tra un passeggero e l’altro.

Infine, resta l’obbligo della mascherina. Sia all’ingresso dell’aeroporto sia a bordo. Durante il volo, va tassativamente cambiata ogni quattro ore, regola già stabilita dall’EASA-European Aviation Safety Agency. Il consiglio, quindi, è portare con sé un adeguato numero di mascherine protettive in relazione alla durata del volo.

Documenti per viaggiare in aereo in Italia

Come abbiamo già detto, per chi ha intenzione di viaggiare in aereo in Italia, oltre ai documenti d’identità e la carta d’imbarco, sarà necessario possedere tra i documenti per viaggiare in aereo in Italia anche un’autocertificazione che attesti di non aver avuto contatti stretti con persone affette da Coronavirus (almeno due giorni prima e fino a 14 giorni dopo che sviluppassero dei sintomi). Nel caso il passeggero dovesse sviluppare dei sintomi una volta arrivato a destinazione, sarà comunque tenuto a comunicarlo alla compagnia aerea e all’autorità sanitaria competente entro otto giorni.

Viaggiare in aereo con il cane

Viaggiare in aereo con il cane in aereo è possibile, tuttavia dovete tenere conto che può essere molto stressante per l’animale. Se proprio non volete abbandonare il vostro piccolo amico e portarlo in vacanza con voi, è opportuno controllare il peso massimo dell’animale consentito (compreso di trasportino). Nella maggior parte dei casi le compagnie prevedono che si possa viaggiare in aereo con il cane in maniera diversa a seconda del peso:

  • viaggiano in aereo in cabina gli animali fino a 10 kg. I trasportini per animali piccoli devono essere morbidi, rigidi o semirigidi e per quasi tutte le compagnie devono essere infilati sotto al sedile. Si consiglia che il fondo sia foderato con un tappeto assorbente, un giornale per renderlo impermeabile
  • per i cani di taglia medio grande e tutti gli animali che superano i 10kg, il viaggio andrà affrontato in stiva, quindi con i bagagli, il che significa che sarà più stressante per l’animale soprattutto se non è abituato. Anche in questo caso esistono delle regole specifiche, indicate dalle compagnie, riguardo le dimensioni del trasportino. Sarà vostro dovere informarvi bene al momento dell’acquisto del biglietto per essere sicuri che con quella compagnia i cani possono viaggiare in aereo.

Viaggiare in aereo in gravidanza

Viaggiare in aereo in gravidanza si può fino alle 36 settimane, 32 in caso di gravidanza gemellare. Queste sono le linee guida comunemente accettate per evitare il rischio di parti prematuri durante il volo. Sarebbe bene, inoltre, limitarsi a spostamenti non superiori alle quattro ore di volo e chiedere sempre e comunque la conferma del proprio ginecologo. Per chi ha già avuto dei problemi durante la gravidanza e soffre oppure ha sofferto di emorragie sarà meglio evitare.

La maggior parte delle compagnie aeree si attiene al limite delle 36 settimane, ma possono esserci anche variazioni specifiche che ti conviene sempre controllare: ad esempio ci sono alcune compagnie che richiedono il certificato del medico che attesti la buona salute della mamma e del bambino già dalle 28 settimane in poi, oppure altri documenti specifici.