Cosa vedere a Berlino, la capitale della Germania in continuo fermento


Berlino non è facile da raccontare e non è semplice scegliere cosa vedere in questa grande città ricca di fascino e storia.
E’ una città in continuo fermento: un fermento artistico, culturale, creativo che non solo incide su usi e costumi, ma modifica l’assetto stesso della città.
Nell’attuale capitale della Germania, l’urbanistica post-moderna convive perfettamente con i monumenti, i musei e le mille altre testimonianze della grande storia di questa città, che quindi è tappa obbligata per chiunque voglia approfondire la conoscenza sia del tempo presente che del ‘900.

Mitte

Il Mitte non è solamente uno dei distretti in cui è suddivisa la città, ma è anche uno dei quartieri del distretto omonimo. Il Mitte è il cuore pulsante di Berlino, tappa obbligata di qualunque visita in città, breve o lunga che sia. Qui si trovano molte delle principali attrazioni cittadine: dalla Torre della Televisione, all’Isola dei Musei passando per il viale Unter den Linten.

Torre della Televisione

Negli anni ’50 del secolo scorso la DDR eresse nel centro di Alexanderplatz una gigantesca torre della televisione per la diffusione dei programmi di stato. In seguito alla caduta del muro e la riunificazione di Berlino Est e Ovest, “Telespargel” è presto assurta a simbolo cittadino per due principali fattori: da un lato, l’imponenza della struttura (365 metri), dall’altro il fatto di trovarsi in una piazza storicamente importante quale appunto è sempre stata Alexanderplatz.

Isola dei Musei

Sul fiume Sprea c’è un isolotto sul quale nel XII secolo sorse il primo nucleo abitato di Berlino. Oggi su questo piccolo lembo di terra sono ospitati, l’uno vicino all’altro, alcuni dei musei più importanti al mondo. Ed è per questo che è stata rinominata “Isola dei Musei” (Museuminsel). Del resto, di musei a Berlino ce ne sono a centinaia. I più noti sono il Museo Antico (Altes Museum) che ospita sculture e opere d’arte d’epoca etrusca, greca e romana; il Museo Nuovo (Neues Museum) con una ricchissima collezione di reperti di età egizia, tra cui il famoso Busto di Nefertiti; il Museo Bode (Bodemuseum) di cui non si può non ammirare la collezione d’arte bizantina con reperti che vanno dal Medioevo al XVIII secolo; il Museo di Pergamo, eretto per ospitare l’altare di Pergamo rinvenuto in Turchia nel 1878 dall’ingegnere Carl Wilhelm Humann; e infine, ma non per ordine d’importanza, la Galleria Nazionale (Alte Nationalgalerie), il più grande centro di cultura museale dell’intera Germania.

Unter den Linden

Unter den Linden”: sotto i tigli. Questo è il nome del viale principale di Berlino, nonché uno dei più famosi al mondo. Si tratta di un chilometro e mezzo di strada, larga 60 metri circa, contornata ai due lati da diverse file di tigli, la cui piantumazione risale al regno di Federico Guglielmo I di Prussia. Fu il monarca stesso a chiedere che il percorso dal Palazzo Reale alla tenuta di caccia, nel quartiere di Tiergargarten, fosse il più ombrato possibile. Così ordinò che venissero piantati questi alberi.
Sulla strada si incontrano diversi altri edifici di grande pregio: tra gli altri, il Palazzo del Principe Ereditario (Kroprinzepalais), l’Armeria (Zeughaus) e l’Università di Humboldt famosa per essere stata frequentata da Karl Marx.

Porta di Brandeburgo

Un luogo storico non sono per Berlino ma per la Germania intera. Quattro sono le date storiche legate a questo luogo.
Il 12 giugno 1987 Reagan, proprio davanti alla Porta di Brandeburgo, si rivolse al presidente dell’URSS con queste parole: “Signor Gorbachov, abbatta questo muro”.
Fu poi il 9 novembre del 1989 che centinaia di migliaia di berlinesi si riversarono per le strade dopo aver appreso da radio e televisione che la DDR era intenzionata a concedere permessi temporanei di viaggio ai suoi concittadini. Al governo socialista non fu possibile gestire ordinatamente la transizione e così, in maniera del tutto spontanea, la città per 40 anni divisa potè finalmente riabbracciarsi. Poco più di un mese dopo, il 22 dicembre del 1989, la la Porta di Brandeburgo venne di nuovo riaperta. Anche stavolta centinaia di migliaia di berlinesi si ritrovarono per festeggiare l’evento ma, proprio in quella circostanza il monumento, celebre per la quadriga che lo sormonta, ne uscì danneggiato. Da qui la necessità di un restauro avvenuto nel 2002.
Questa è la bravissima storia di un monumento che di “storia” ne ha molta di più. La struttura risale infatti al 1791 e già prima delle due guerre mondiali aveva attraversato momenti assai difficili: uno su tutti, la guerra franco-prussiana, risoltasi alla fine con la sconfitta delle truppe napoleoniche.

Memoriale dell’Olocausto

Il Memoriale per gli Ebrei assassinati d’Europa (Holocaust-Mahnmal) si trova nel cuore di Berlino, in pieno centro, tra la porta di Brandeburgo e Potsdamer Platz.
Questo monumento è stato inaugurato 10 maggio 2005 su progetto dell’architetto statunitense Peter Eisenmann e sorge su un’area di oltre 19.000 mq dove un tempo c’erano le proprietà di Joseph Paul Goebbels, il terribile Ministro della Propaganda del Terzo Reich.
L’opera è costituita da 2711 steli in calcestruzzo di diversa altezza ed è accessibile da qualunque parte del suo perimetro. Camminare lungo questi steli, rapiti dalla sinuosità del monumento, suggerisce smarrimento. Lo smarrimento evocato dall’autore dell’opera è quello della ragione, con la solitudine che ne deriva tanto per le vittime, impotenti davanti all’orrore, che per i carnefici mentalmente bloccati in un’ideologia di morte e distruzione.
Non manca, inoltre, un centro dove sono state raccolte e catalogate diverse testimonianze di quanti tra il 1933 e il 1945 vissero la tragedia della Shoah.