Autismo infantile, come riconoscerlo e i primi sintomi


L’autismo infantile lo si può riconoscere già nei primi anni di vita del bambino. Vediamo quali sono i sintomi e come dobbiamo comportarci.
Innanzitutto, però, cerchiamo di fare chiarezza su cosa sia l’autismo con particolare riferimento all’autismo infantile e quali sono i suoi sintomi.

Autismo infantile: cos’è?

L’autismo infantile, così come l’autismo in generale, è un disordine cerebrale complesso che coinvolge molti aspetti dello sviluppo del bambino, incluso il modo di parlare, di giocare e di interagire.
Nonostante le cause dell’autismo non siano del tutto conosciute, gli esperti concordano sul fatto che è meglio intervenire quanto prima nel trattamento dei sintomi dell’autismo infantile.
Questo perché è stato ampiamente dimostrato che interventi precoci fanno una grande differenza nell’esito del disturbo. Dunque, è importante che i genitori imparino a riconoscere i segnali precoci ed i primi sintomi dell’autismo così da poter cercare sostegno immediato.

Sintomi dell’autismo infantile

L’autismo presenta già i suoi sintomi nella prima infanzia, causando deficit in molte aree fondamentali dello sviluppo come imparare a parlare ed interagire con le persone. I sintomi dell’autismo variano molto come il suo impatto: alcuni bambini presentano un autismo infantile lieve, altri hanno più ostacoli da superare.

Nonostante la combinazione individuale dei sintomi e la gravità del disordine differiscano da persona a persona, i bambini con autismo infantile lieve o più pronunciato presentano problemi nelle seguenti tre aree:

  • Abilità Sociali – I bambini presentano difficoltà nell’interazione sociale. Può sembrare che i bambini siano disinteressati alle altre persone ed all’ambiente circostante. In realtà i bambini con autismo infantile sono chiusi nel loro piccolo mondo ed hanno difficoltà nei giochi interattivi, nel condividere le emozioni, fare amicizie e nel comprendere ciò che gli altri pensano e provano.
  • Comunicazione – L’autismo infantile crea problemi nella comunicazione verbale e non verbale. Il linguaggio parlato è spesso deficitario nei bambini anche con autismo infantile lieve, molte volte è completamente assente. Anche quando sono in grado di parlare, i bambini hanno spesso difficoltà nel dialogare liberamente e facilmente. Altri sintomi comuni dell’autismo consistono in modalità di linguaggio bizzarre e ripetitive, espressioni facciali e gesti inappropriati, difficoltà nella comprensione.
  • Comportamenti ripetitivi – I bambini autistici spesso intraprendono comportamenti ripetitivi e “stereotipati” ed interessi molto ristretti. Questi fattori possono essere riconosciuti in una estrema resistenza al cambiamento, un attaccamento ossessivo ad oggetti insoliti o schemi di comportamento rigidi e ripetitivi. I movimenti corporei ripetitivi o i comportamenti auto-stimolanti come il battere le mani e dondolarsi sono piuttosto comuni.

Cause dell’autismo infantile

Ci sono alcuni dibattiti sulla percentuale di persone affette da autismo e sul fatto che il disturbo sia più o meno diffuso. Se da una parte molti più bambini vengono diagnosticati autistici rispetto al passato, molti esperti credono che l’incremento delle diagnosi sia dovuto all’accresciuta consapevolezza pubblica come anche alla maggior accuratezza dei criteri diagnostici esistenti. D’altro canto, le ultime ricerche indicano che l’autismo è diffuso negli Stati Uniti più di quanto si pensasse.

Alcune importanti ricerche hanno evidenziato che l’autismo infantile si presenta con la medesima frequenza in tutte le razze, etnie e classi sociali. E’ stato notato però che i maschietti sviluppano il disordine con una frequenza maggiore di tre / quattro volte rispetto alle femminucce.

Le cause dell’autismo infantile sono sconosciute, ma molti esperti concordano sul fatto che sono coinvolti fattori genetici e ambientali. Una delle teorie più conosciute è che molti bambini nascano con una predisposizione genetica all’autismo che viene poi stimolata da qualche fattore ambientale, anche se il bambino è ancora nell’utero o è appena nato.

Cause genetiche dell’autismo

Le ricerche indicano che i geni giocano un ruolo determinante nello sviluppo dell’autismo infantile. Ma non vi è un unico gene da imputare. Gli scienziati concordano sul fatto che nell’autismo siano coinvolti principalmente da 5 a 25 geni, mentre molti altri contribuiscono ad aumentare il rischio.

Le prove maggiori sull’ereditarietà dell’autismo derivano dagli studi sui gemelli. Molteplici studi mostrano che quando uno tra i due gemelli identici sviluppa autismo, l’altro gemello svilupperà lo stesso disturbo in 9 casi su 10. Nei gemelli eterozigoti – che non sono geneticamente più simili di normali fratelli – la percentuale non è superiore a 1 su 10.

Molti studi epidemiologici mostrano che genitori anziani corrono un rischio significativamente elevato di avere un figlio autistico. Appare particolarmente importante l’età del padre. Uno studio recente condotto da Israeli, mostra che bambini nati da padri di 40 anni o più, erano 6 volte più a rischio rispetto a bambini nati da padri di età inferiore ai 30 anni. L’aumento del rischio sarebbe da imputare a mutazioni genetiche dello sperma che sono proporzionalmente più comuni con l’aumento dell’età.

Cause ambientali dell’autismo

Dato che la genetica non spiega completamente il rischio di autismo o l’accrescere della percentuale di casi, gli scienziati sono alla ricerca di cause ambientali allo scopo di avere maggior chiarezza. L’idea è che le tossine, gli elementi chimici o altri elementi dannosi presenti nell’ambiente possano stimolare lo sviluppo dell’autismo, “accendendo” o esacerbando una vulnerabilità genetica o indipendentemente da ciò disturbando lo sviluppo cerebrale.

Le prove dimostrano che l’autismo può essere stimolato dall’esposizione- anche nel corso della gravidanza o nei primi mesi di vita – a infezioni virali, pesticidi, insetticidi e a farmaci come il talidomide e l’acido valproico. Studi recenti hanno mostrato inoltre che, la deprivazione di ossigeno durante il parto e nella vita fetale possono incrementare il rischio di autismo.

Altri fattori ambientali studiati includono l’inquinamento aereo, mercurio nel pesce, sostanze ignifughe e materiali chimici utilizzati per costruire materiali sintetici. Queste sostanze sono particolarmente pericolose per i piccoli, il cui cervello assorbe più facilmente le tossine e fa difficoltà ad eliminarle.

Quando rivolgersi al pediatra

I sintomi dell’autismo compaiono spesso a 18-36 mesi, e alcuni segnali di allarme possono essere colti molto presto, sin dalla nascita. L’intervento precoce può fare una notevole differenza nel contenere i sintomi e l’impatto negativo dell’autismo: individuarlo precocemente è sicuramente un vantaggio.

I genitori hanno maggiori probabilità di individuare i segni e sintomi precoci dell’autismo attraverso un preciso monitoraggio dello sviluppo dei propri figli, cercando di individuare eventuali deficit o arresti.

In particolare, i seguenti deficit esigono un attenta valutazione del pediatra del vostro bambino e possono rappresentare i primi sintomi dell’autismo infantile:

  • A 6 MESI: assenza di grandi sorrisi o espressioni di gioia e calore
  • A 9 MESI: il bambino non emette suoni o non risponde ad essi, non sorride e non emette altre espressioni facciali
  • A 12 MESI: assenza di “gorgoglii” o di “baby talk”
  • A 12 MESI: il bambino non emette gesti (come puntare, tendere le braccia) e non risponde ad essi
  • A 16 MESI: assenza di parole
  • A 24 MESI: il bambino non cerca di imitare o ripetere le frasi che sente
  • A QUALSIASI ETA’: qualsiasi deficit nel linguaggio e nelle abilità sociali
    Individuare l’autismo nei bambini

La maggior parte dei bambini vengono diagnosticati come autistici intorno ai tre anni. Quando l’autismo infantile viene diagnosticato prima, il trattamento risulta essere avvantaggiato dalla notevole plasticità di un cervello così giovane.
Se viene identificato entro i 12 mesi o anche prima, un trattamento intensivo può essere in grado di ricalibrare il cervello e contenere i sintomi.