Cassa integrazione, fino a quando sarà prolungata


Cassa integrazione: prevista la proroga nel decreto Agosto di 18 settimane. Ci saranno regole più stringenti e non è per tutti senza oneri. Vediamo insieme nel dettaglio.

Proroga della cassa integrazione

Il testo n.104/2020 è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale lo scorso 14 agosto ed è in vigore dal 15.
Si tratta di un testo da 25 miliardi, assai corposo, con i suoi oltre 115 articoli. La cassa integrazione è, come abbiamo detto, di 18 settimane a decorrere dal 13 luglio, una proroga di 9 settimane più 9 ulteriori.
Ovviamente rispetto alle ultime bozze circolate alcuni dettagli sono stati rivisti per la proroga della cassa integrazione laddove questa è strettamente legata al blocco dei licenziamenti che ha creato tensioni nella maggioranza, fino al raggiungimento dell’intesa finale.
Rispetto all’ultima bozza del decreto Agosto circolata ci sono alcune novità importanti nel testo definitivo. Vediamo allora come funziona la proroga della cassa integrazione cui possono accedere le aziende, o almeno qualcuna perché non sarà per tutte senza oneri.

Cassa integrazione: domande in scadenza

Il decreto Agosto si apre proprio con la parte relativa al Lavoro e all’articolo 1 con la proroga di 18 settimane della cassa integrazione Nuovi trattamenti di Cassa integrazione ordinaria, Assegno ordinario e Cassa integrazione in deroga.
In particolare potranno accedere alle 18 settimane di cassa integrazione, dopo l’autorizzazione delle prime 9 settimane, alcune aziende a decorrere dal 13 luglio e quindi per un tempo massimo stimato fino al 16 novembre 2020; dal 13 luglio 18 settimane si concludono il 16 novembre, ma la proroga arriva fino al 31 dicembre 2020.

Di pari passo va anche il blocco dei licenziamenti per giustificato motivo oggettivo per le aziende che termina con il periodo di cassa integrazione. Le 18 settimane di proroga della cassa integrazione del decreto Agosto non dovrebbero andare alle aziende che ne hanno usufruito a maggio e giugno, per queste tuttavia è comunque previsto un aiuto sotto forma di sgravio contributivo.

Il contributo addizionale è pari:

  • al 9% della retribuzione globale che sarebbe spettata al lavoratore per le ore di lavoro non prestate durante la sospensione o riduzione dell’attività lavorativa, per i datori di lavoro che hanno avuto una riduzione del fatturato inferiore al venti per cento;
  • al 18% della retribuzione globale che sarebbe spettata al lavoratore per le ore di lavoro non prestate durante la sospensione o riduzione dell’attività lavorativa, per i datori di lavoro che non hanno avuto alcuna riduzione del fatturato;
    il contributo addizionale non è dovuto dai datori di lavoro che hanno subito una riduzione del fatturato pari o superiore al 20% e per coloro che hanno avviato l’attività di imprese successivamente al primo gennaio 2019 (comma 3).

Nel presentare la richiesta per le ulteriori 9 settimane di cassa integrazione all’INPS deve essere autocertificata la sussistenza dell’eventuale riduzione del fatturato. INPS autorizza la cassa integrazione e sulla base dell’autocertificazione allegata alla domanda, individua l’aliquota del contributo addizionale che il datore di lavoro è tenuto a versare a partire dal periodo di paga successivo al provvedimento di concessione dell’integrazione salariale. In mancanza dell’autocertificazione si applica l’aliquota del 18% di cui sopra.

INPS e Agenzia delle Entrate effettuano le verifiche. Le domande di cassa integrazione devono essere inviate all’INPS entro la fine del mese successivo a quello in cui ha avuto inizio il periodo di sospensione o riduzione dell’attività lavorativa. In sede di prima applicazione della norma il termine è fissato alla fine del mese successivo a quello dell’entrata in vigore del decreto Agosto medesimo.

Se si rinuncia alla proroga delle 18 settimane di cassa integrazione del decreto Agosto si ottiene l’esonero dal versamento dei contributi a carico dei datori di lavoro per quattro mesi. Vale dunque per le aziende che hanno usifruito della cassa integrazione a maggio e giugno.

Nel caso di violazione del divieto si provvede alla revoca dell’esonero contributivo con efficacia retroattiva e il datore di lavoro non potrà altresì richiedere la cassa integrazione.

Una normativa più stringente quindi per la cassa integrazione. Sempre nel decreto Agosto, al medesimo articolo, si legge che l’esonero è cumulabile con altri esoneri o riduzioni delle aliquote di finanziamento previsti dalla normativa vigente.