Malattie estive: quali sono le più comuni e come difendersi


Le malattie estive, complici il caldo, il mare, le piscine, i viaggi e la vita all’aperto, sono molto comuni, ma è possibile difendersi con alcuni accorgimenti.

Una delle malattie più comuni del periodo estivo è senz’altro la reazione allergica da punture da insetto. Le punture di insetto, come api e vespidi, causano reazioni che possono variare da una semplice eruzione pomfoide ad uno shock anafilattico che potrebbe mettere il soggetto in serio pericolo di vita. Anche le punture di insetti, come quelle più comuni delle zanzare, devono comunque essere tenute in considerazione e prevenute attraverso norme igienico-comportamentali. Quindi, evitare di uscire nelle ore del tramonto, utilizzare indumenti che coprano braccia e gambe, proteggersi con zanzariere ed eventuali repellenti.
Esistono, infatti, alcune zanzare che possono trasportare l’agente eziologico della malaria che provoca febbre, malessere, coinvolgimento progressivo neurologico, respiratorio, metabolico, nefrologico ed ematologico, con rischi molto gravi per la salute.

Un’altra malattia tipica di questo periodo è la cosiddetta micosi da piscina che colpisce le dita di piedi e mani. Si tratta di un’infezione fungina piuttosto contagiosa ed è favorita dal contatto diretto e la frequentazione di luoghi pubblici e dallo scarso rispetto di buone norme igieniche. Questa malattia è caratterizzata da chiazze eritemato-squamose localizzate in particolare sotto la pianta dei piedi o palmo delle mani ed a livello interdigitale. Non si tratta di una malattia particolarmente pericolosa ma spesso è molto fastidiosa. Il trattamento, in questi casi, è locale con l’utilizzo di creme a base di sostanze anti-micotiche da applicare 2 volte al giorno per almeno 14 giorni. Soltanto nei casi di particolare resistenza alla terapia locale si procede con la terapia sistemica.

Altre malattie che possono rovinare le nostre vacanze sono le gastrointeriti e le intossicazioni alimentari. La gastroenterite di origine infettiva dovuta ad alcuni virus o batteri che possono rappresentare una causa importante di possibile disidratazione. In particolare, il batterio Escherichia coli può essere implicato nell’insorgenza della cosiddetta diarrea del viaggiatore, così come possono essere implicati anche alcuni parassiti soprattutto se ci troviamo in particolari aree geografiche, come la maggior parte dell’Africa, dell’Asia e dell’America Latina, in America Centrale e nel Medio Oriente.

Infine, molto pericolosa per la salute è la salmonella. Il veicolo principale è dato da prodotti di origine animale (uova, pollame), occasionalmente altri cibi (frutta, verdura, cereali) oppure acqua, contaminati da animali infetti.
Le forme tifoidee sono tipiche dell’Asia: chi ha soggiornato in queste aree potrebbe presentare sintomi gastrointestinali e febbre.
Esistono, poi, alcuni batteri che possono manifestarsi dopo rispetto all’assunzione di un alimento contaminato, come del caso dello Staphyloccus aureus. Questo batterio è responsabile di intossicazioni alimentari e provoca diarrea, vomito, dolori addominali, raramente è presente febbre. Il rischio maggiore è quello della perdita di liquidi ed è quindi necessario compensare con una reidratazione per via orale. Ovviamente devono essere evitate le bibite ad alto contenuto di zucchero come i succhi di frutta confezionati che potrebbero aggravare la diarrea.