Leishmaniosi: cos’è e come prevenirla?


La Leishmaniosi è una delle malattie più famose per quanto riguarda il mondo animale, in particolar modo quello dei cani. Essa è causata da parassiti appartenenti ai protozoi, i quali colpiscono spessissimo i cani ed a volte anche gatti ed esseri umani. Per quanto riguarda i primi, però, la malattia è particolarmente difficile da curare e spesso letale: infatti, sebbene esistano cure e farmaci per placarne i sintomi, la Leishmaniosi non viene mai debellata del tutto, e per essa non è presente nemmeno un vaccino che permetta di essere coperti al 100%.

Infatti, i vaccini esistenti per la Leishmaniosi (Leishmune®, Leishtec, e CaniLeish®) permettono una protezione non totale dalla stessa, in quanto le infezioni evitate dalla vaccinazione sembrano aggirarsi intorno ad una percentuale che va dal 6% al 54%. Questo significa che la vaccinazione contro la Leishmaniosi non può essere considerato un rimedio assoluto per prevenire la malattia, ma dev’essere praticata affiancandola però ai mezzi che già sono a disposizione (terapeutici e profilattici).

I sintomi della Leishmaniosi, inoltre, possono essere diversi e manifestarsi singolarmente o insieme: risulta quindi difficile inquadrare un particolare insieme di segni clinici che caratterizzano la Leishmaniosi, in quanto ogni singolo esemplare può manifestarne di diversi e di differenti tipi, chi a livello cutaneo, chi a livello di organi interni.

La diagnosi per certificare la Leishmaniosi viene fatta sul sangue, sull’urina, su prelievi citologici di linfonodi, midollo osseo e milza; il sangue viene analizzato in modo sia qualitativo che quantitativo, andando alla ricerca o degli anticorpi messi in circolo dall’organismo per combattere il parassita o del parassita stesso. Dall’esame del siero, invece, si ricavano informazioni sulla funzionalità degli organi interni, in particolar modo di fegato e reni.

L’urina, invece, fornisce informazioni sulla funzionalità renale, sul contenuto in proteine e sulle cellule presenti. Sul midollo osseo, milza ed i linfonodi si ricerca poi la presenza del parassita tramite esame microscopico e PCR (reazione a catena della polimerasi).

Per cercare di evitare che il cane possa venire a contatto con insetti infetti, la profilassi prevede l’utilizzo di prodotti repellenti da applicare sul corpo dell’animale, contenuti in collari, spray o fiale spot-on da applicare sulla cute, che hanno dimostrato in test e ricerche scientifiche un potere antifeeding (inibisce l’istinto di ricerca di cibo negli insetti) sul flebotomo, anche noto col nome di pappatacio, che è ospite intermedio.