Gioco D’azzardo: i distanziometri fanno discutere e riflettere


Non si comprende bene se solo oggi ci si rende conto che le varie ordinanze restrittive ed i regolamenti sul gioco e sui casino online “permessi” dallo Stato centrale alle Regioni abbiano portato, in pratica, all’effetto espulsivo del gioco d’azzardo dall’italico territorio. Prima di tutto bisogna dire che l’imputato principale risulta essere il “distanziometro” che tante problematiche sta causando alle attività ludiche. Infatti, parlando in questo caso della città di Bolzano, dove una serie davvero corposa di imprese di gioco hanno presentato ricorsi contro la Legge Provinciale che aveva introdotto restrizioni relativamente all’installazione delle apparecchiature da intrattenimento, fissando distanze ben precise e dettagliate in 300 metri da alcuni “luoghi sensibili”, sempre più numerosi: in queste zone il gioco d’azzardo risulta “ufficialmente off limits”.

Il Consiglio di Stato vuole però vederci chiaro posto che in quelle zone per il gioco è veramente inconcepibile trovare una “occupazione”. Ma quando è esplosa la famigerata “questione territoriale” proprio per i Regolamenti regionali anti-gioco, i Tribunali altoatesini si sono ritrovati ad affrontare questa materia quasi quotidianamente e la Provincia Autonoma trentina è sempre alla ribalta e chiamata in causa: e questo persiste dal 2011… che non è assolutamente poco.

La questione territoriale molto probabilmente “trae origine” proprio a causa della legge emanata dal Legislatore provinciale di quel territorio, legge che assunse il ruolo di apri-pista alle limitazioni e restrizioni del gioco sul territorio. Il numero delle Regioni che “posseggono” un proprio Regolamento sul Gioco sono 19: tutte dotate di “propri strumenti normativi” per bloccare le installazioni delle apparecchiature da intrattenimento. Lo scenario che si appalesa, però, inizia a sollevare parecchi dubbi in termini di legittimità delle leggi in questione, tenendo sempre ben presente che il gioco pubblico “è sempre una Riserva di Stato” e questo ruolo “dovrebbe” essere rispettato.

Senza considerare che proprio perché “riserva di Stato” dovrebbe essere regolamentato solo dal potere del Governo centrale, almeno questo è sempre ed unicamente il parere di chi scrive. Gli interrogativi poi che si pongono relativamente alla efficacia delle stesse normative, riguardano i capi saldi di ogni legge contro il gioco d’azzardo: il divieto di pubblicità, le limitazioni orarie e proprio il distanziometro primo e principale imputato per gli operatori del gioco pubblico.

Come già detto, è proprio il “distanziometro” lo strumento messo in discussione dai Giudici del Consiglio di Stato che hanno deciso di approfondire la questione disponendo alcune perizie tecniche che abbiano come obbiettivo alcune specifiche particolarità: la contrazione del segmento del mercato, l’impatto sul compotamento dei giocatori e gli effetti di potenziale variazione della domanda: leggasi le variazioni del numero dei consumatori che si potrebbe far risalire alle limitazioni previste dal Regolamento sul gioco.

E questo ha un obbiettivo “ancor più complicato da valutare”: se può davvero ritenersi fondato il principio dell’effetto esplulsivo invocato da chi assiste le imprese che di gioco vivono che si vedono molto limitate e molto condizionate da queste restrizioni “distanziometriche”. E ci si astiene dal valutare quanto questi Regolamenti restrittivi siano efficaci relativamente al contrasto del gioco problematico ed al gioco compulsivo, visto che i risultati ottenuti dal territorio di Bolzano non possono certamente “dichiararsi soddisfacenti”.