Tecnologia al servizio degli anziani: startup che migliorano la vecchiaia


La tecnologia non è solo per i giovani ma può aiutare notevolmente anche la vita degli anziani: sono numerose le startup che hanno come obiettivo quello di migliorare la vecchiaia.

Questo, probabilmente, è dovuto anche al fatto che ci troviamo difronte ad un aumento costante della popolazione anziana che è già stato definito la sfida dei prossimi anni per governi e istituzioni.
Secondo l’ultimo report Istat l’età media è destinata ad aumentare di 5 anni entro il 2065, con un picco di invecchiamento tra il 2045 e il 2050 quando la quota di ultrasessantacinquenni sarà vicina al 34%.
Ed è esattamente questa fascia di popolazione che continua ad aumentare, non solo in Italia ma anche all’estero, ed è a loro che si stanno rivolgendo le cosiddette startup dell’ageing. L’obiettivo di queste particolari sturtup è migliorare la qualità di vita e diminuire i costi sociali di gestione legati all’invecchiamento della popolazione mondiale.
Si tratta di aziende che intercettano bisogni reali e cercano di rispondere con soluzioni che vanno da sistemi per facilitare la mobilità a innovazioni per il caregiving, passando per il tema delle cure e della salute mentale, fino alle ricerche per prolungare ulteriormente la vita media.
Uno dei nomi più noti nel panorama mondiale in questo settore è Calico Life Science, la startup co-fondata (e finanziata) da Google. Ma il colosso di Mountain View non è l’unico ad essersi accorto del potenziale di queste imprese.

Nel nostro paese ha fatto molto parlare di sé Movendo Technology, una startup di Genova partecipata (al 50%) e finanziata con 10 milioni di euro dal gruppo Dompé la quale ha lanciato sul mercato un robot chiamato Hunova che facilita le terapie riabilitative e raccoglie dati per monitorarne l’efficacia e prevenire patologie ortopediche o neurologiche.
Questa startup, insieme ad altre, sarà presente al primo Expo meeting innov-aging (21-23 giugno ad Ancona), evento che riunisce domanda e offerta di prodotti e servizi dedicati a un pubblico maturo e che ospiterà anche soluzioni innovative nate in Italia.
Tra gli altri nomi noti troviamo Amyko, nata ad Arenzano (Liguria), che nel 2015 ha ideato un bracciale salvavita il quale ricorda all’utente quando è il momento di prendere le medicine o l’appuntamento per una visita medica, inviando anche una notifica a un parente. Questo dispositivo, inoltre, dà la possibilità di archiviare dati sanitari e inviare un segnale di aiuto in caso di pericolo.
Un altro nome noto è HeartWatch, la startup, fondata nel 2017, ha ideato un sistema di riconoscimento facciale attraverso il quale una telecamera (anche quella dello smartphone) rivela parametri vitali come la frequenza cardiaca o quella respiratoria in modo tale da prevedere, ad esempio, se una persona sta per avere un infarto.
Parteciperanno a questo evento anche la startup di Firenze Daivai che ha sviluppato una piattaforma online per soluzioni tecnologiche che possono migliorare la qualità di vita, e QuicklyPro la quale ha ideato un dispositivo indossabile che facilità la camminata di chi ha problemi di mobilità.