Come risparmiano gli italiani: il conto deposito


Italiani popolo di santi, poeti, navigatori e… risparmiatori! Gli italiani sono una delle popolazioni che più di altre hanno la cultura del risparmio e amano conservare i propri soldi, evitando prodotti finanziari rischiosi, dalle condizioni complicate da capire o poco chiare.

Tra i prodotti finanziari preferiti dagli italiani troviamo il conto deposito. Si tratta di un conto su cui si versa il proprio capitale in surplus e ogni anno tale capitale maturerà un certo tasso di interesse, che sarà versato annualmente. Il conto deposito non costa nulla e non comporta alcun tipo di rischio, sono molti gli italiani che prediligono questo tipo di risparmio ad altri prodotti maggiormente rischiosi.

Aprire un conto deposito

Con l’avvento di internet le cose si sono ampiamente semplificate, per tutti. Oggi chiunque può aprire un conto deposito direttamente online, senza doversi spostare da casa. Ovviamente per farlo sarà necessario avere a disposizione una copia digitale dei propri documenti di identità. In caso contrario sarà possibile inviare tali documenti per posta, allungando però i tempi di attesa. Anche per quanto riguarda i contratti oggi possono essere siglati con firma digitale; fermo restando che chi vuole aprire un conto deposito con i metodi tradizionali può comunque recarsi in banca e firmare i documenti di fronte ad un impiegato allo sportello.

Quanto si guadagna

Arriviamo alla questione fondamentale: quanto si guadagna con un conto deposito? Molto dipende dal prodotto cui si decide di aderire, in quanto ogni banca ha la sua personale offerta commerciale. In linea generale oggi i tassi di interesse su un conto deposito privo di vincoli sono intorno a un punto percentuale.

Ci sono poi diverse banche che praticano offerte particolari per i nuovi clienti, o per chi possiede un capitale di una certa entità. Volendo è possibile aumentare tale interesse vincolando il proprio denaro. In questo caso, scegliendo un conto deposito vincolato, ci si impegna a lasciare il capitale fermo per un determinato periodo di tempo, di solito superiore ai 6 mesi. Scaduto il termine si potrà fare ciò che si crede con il proprio capitale, anche vincolarlo nuovamente.

Si deve però considerare che, nel caso in cui si debbano prelevare i soldi prima della scadenza del vincolo si perdono gli interessi maturati fino a quel momento. Conviene quindi vincolare solo la parte di capitale di cui si sa di poter fare a meno, evitando così di rinunciare a parte degli interessi. Alcune banche richiedono anche il pagamento di una penale in situazioni come questa, conviene informarsi accuratamente.